Lo Presti tutti i post

Non vali niente, vattene o ti disintegro

Inviato il 11.03.2008

a cura di Lorenza Guidotti
Mentre stava morendo mio padre, mi ha scritto questo sms: nessuno può aiutarti, tanto meno io. Avrei dovuto capirlo subito. Mi ha invischiato come in una tela di ragno, giorno dopo giorno, ha cominciato a smontare la mia autostima, a farmi sentire una nullità. Le sue scenate avevano una cadenza ciclica: prima una volta al mese, poi ogni 15 giorni.
Ormai conoscevo la dinamica: cominciava con una litigata, magari solo perché mi ero permessa di contraddirlo. Poi diventava un'escalation. Senza un vero motivo, a un certo punto cominciava l'inferno. Ovunque fossimo, mi scaricava dalla macchina: vattene, non vali niente, adesso questa me la paghi, stai da sola ora e vediamo cosa riesci a combinare, me ne trovo un'altra, più in gamba, più bella e così di seguito. Una volta mi ha quasi fratturato un polso. Me ne andavo, sparivo. Dopo quindici giorni ricominciava con gli sms, le mail, chiamava i miei amici. Sapeva toccare i tasti giusti. E quando tornava, era l'uomo più dolce del mondo. Ma poi bastava una frase sbagliata (mi vuoi bene? la richiesta di conferme lo mandava in bestia) e via con gli insulti, le denigrazioni, le umiliazioni.
Per molto tempo ho pensato che avesse ragione: è colpa tua, è colpa tua, è colpa tua, mi diceva sempre. Poi ho capito: era lui che non valeva niente, era lui che non sapeva stare da solo, era lui che meritava di essere lasciato. E sono io, Lorena, che mi merito un altro uomo, un'altra storia, un'altra vita.

Il tuo intervento




Aggiungi un tuo commento alla storia delle donne che hanno deciso di cambiare. Una frase, un pensiero, un’esperienza o anche una domanda per raccontare insieme l’impegno delle donne italiane contro la violenza.