Io mi fermo, gli torno incontro e gli dico piano, come si fa con i bambini “Non si parla alle ragazze che girano sole quando ha fatto buio. Potresti spaventarne qualcuna. Non si fa“. E gli punto il dito contro aspettando una risposta. Lo faccio quando ti dicono ciao bella, o chiedono dove vai, o se sei tutta sola e poi ti seguono per farti camminare veloce fino a casa.
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Da ragazzo subivo il fascino della politica e mi impegnavo in assemblee, collettivi e manifestazioni. Tutti gli anni arrivava il momento inevitabile del confronto con le amiche / compagne, il fatidico 8 Marzo, e tutti gli anni cominciavano interminabili discussioni sul modo nel quale onorare la ricorrenza e, soprattutto, se includere od escludere gli uomini dall' evento.
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E non solo l’8 marzo. La violenza sulle donne accade ogni giorno. La campagna di sensibilizzazione di Donna Moderna è un segno. C’è chi non ha il coraggio di parlare e si porta dietro segreti di violenza perpetrati anche tra le mura domestiche, dalle persone che in teoria dovrebbero voler bene, e invece. Ci sono paesi nel mondo dove la donna è l’ultima ruota del carro e vale anche meno dell’asino che trascina il carro. E si possono permettere di prenderla a sassate se solo osa guardare un uomo con occhi innamorati.
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una settimana fa ero dalla parrucchiera, la mia parrucchiera Terry ha 27 anni, lavora da quando ha finito la scuola, vacanze ad ibiza o in grecia con gli amici, la piccola tragedia di quando la madre le scopri un pezzo di fumo tra le lenzuola.
la conosco da quando avevo ancora i capelli lunghi lunghi rossi rossi e la tinta me la faceva pagare al tubetto uno e mezzo per tutta la lunghezza. i suoi sguardi straniti di anno scorso quando le chiesi le ciocche bianche sulla frangia.
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Eppure non mi risulta che per il 1 maggio, festa dei lavoratori, si organizzino conventions operaie o che per festeggiare i lavoratori si offrano loro sconti particolari e promozioni commerciali dedicate alla categoria.
Sarà che la festa dei lavoratori, così come dovrebbe essere quella donna, nasce dalla necessità di una categoria di persone di attirare l’attenzione sui problemi che la riguardano e non da quella di fare per un giorno all’anno le stesse cose che fanno quelli della categoria opposta, e sarà poi che mentre ai lavoratori è stato concesso un vero e proprio giorno di festa, alle donne, per ricordare la loro condizione, si è concesso un semplice giorno feriale come agli innamorati per San Valentino o al Papà per San Giuseppe.
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Non mi è mai piaciuta come ricorrenza quella dell'8 marzo. Non solo perché fin da piccola vedevo massacrare l'albero di mimose di fronte a casa mia, ma anche perché mi sono sempre chiesta che senso avesse una festa della donna senza che ci fosse una festa dell'uomo.
Quest'anno, però, questa festa ha per me un valore in più.
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Celebro il mio 8 marzo leggendo Passi affrettati, testo per il teatro di Dacia Maraini edito nel 2007 da Ianeri (piccolo stampatore pescarese) e messo in scena in questi giorni a Piombino e Tivoli. I passi affrettati sono quelli delle sette donne-simbolo cui la scrittrice dà voce nel suo libro. Donne in fuga dai loro padri, dai loro mariti, dalle loro famiglie.
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Sono sempre stato alla larga da aree che avessero in qualche modo a che fare con il lavoro. Ma questa volta non posso. Quando ho letto dell’iniziativa di Donna Moderna (con Pangea) per l’8 marzo, Diciamo no alla violenza sulle donne, mi sono subito chiesto: ma le mie colleghe e amiche non potevano scegliere un tema un po’ più difficile?
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